Copre un percorso che è di circa 60 km da La Paz fino a Coroico e attraversa 3 provincie che si trovano nelle montagne come quelle di Murillo, Pedro Domingo e Nor Yungas.

Per chi non la conosce fin qui sembrerebbe che non ci sia nulla di particolare, ma basta guardare qualche immagine per cominciare ad avere paura.

La strada è sterrata, senza parapetti, guardrail o muretti che possano delimitare il bordo stradale, che è sempre costeggiato lungo tutto il percorso da precipizi a picco ricoperti di vegetazione, ma dei quali non si intravede il fondo.

Inoltre in un percorso relativamente breve la strada più pericolosa del mondo alias Camino de la Muerte, si inerpica fino a un'altitudine massima di 4700 metri in corrispondenza del passo de La Cumbre.

Ci sono quindi 3640 metri di dislivello fino alla fine del percorso, dove si trova la località di Coroico a 1525 metri.

Questo significa che chi percorre la strada passa da un clima freddo a uno caldo umido tipico della foresta amazzonica e comunque di un'altezza ragguardevole, che comporta altri disagi.

Le variazioni climatiche tipiche del tempo boliviano sono un altro grande problema per chi si avventura sulla strada della morte.

Spesso piove, c'è umidità, condensa e questa combinazione di fattori crea anche pericolosi banchi di nebbia che si trovano sia sulla strada che nei precipizi e, non di rado, si incontra la neve.

Sembra quindi di viaggiare a bordo di una nuvola e la visibilità può ridursi a pochi metri, trasformando il viaggio in una sfida al destino o alla fortuna pensando costantemente a quando si arriverà a destinazione.


La storia della strada della morte

La storia vuole che la strada più pericolosa al mondo sia stata costruita scavando lungo i pendii delle montagne dalla fittissima vegetazione.

Fu realizzata all'inizio degli anni '30 da operai fatti prigionieri durante la Guerra del Chaco e di origini paraguaiane.

Anche tra di loro i morti non furono pochi e non solo perché mancavano le più elementari misure di sicurezza, ma perché fu un lavoro al limite della resistenza fisica.

La strada inoltre era e lo è tutt'oggi, soggetta alla caduta di massi, pietrame e frane a causa sia delle piogge di un clima subtropicale, ma anche alla presenza di numerosi corsi d'acqua che scendono a cascata tra la boscaglia e attraversando la stesso manto stradale.

L'erosione dell'acqua negli anni ha provocato ulteriori vittime per il cedimento stradale, per l'impossibilità di mantenere il controllo dei mezzi e anche per quello di non riuscire a vedere chiaramente il bordo stradale, che cambia continuamente pure per chi la conosce bene.



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L'incidente più grave della storia della Bolivia

Nel luglio del 1983 ci fu un incidente disastroso proprio sul Camino de la Muerte che provocò quasi 100 morti.

Un autobus precipitò giù da un dirupo e la pericolosità della strada si dimostrò in tutta la sua crudeltà.

In seguito a questo tragico avvenimento fu la Inter American Development Bank, cioè la Banca Americana di Desarrollo, che per la prima volta parlò e la defini così la "strada più pericolosa al mondo".

Le tante vittime di questa pericolosissima strada sono segnalate da molte croci presenti sul percorso.

Nel 1990 fu chiaro che era necessario apportare quelle modifiche possibili, le uniche per la verità, che in qualche modo potevano in parte tutelare la sicurezza do chi utilizzava il Camino de la Muerte.

Si decise di cambiare le regole della strada con gli autisti che dovevano trovarsi a sinistra, in modo da poter vedere al meglio dove finisse il bordo stradale, specie quando incrociavano altri mezzi; diventando così l'unica strada dello stato boliviano a rispettare la guida a sinistra.

L'incrocio con altri mezzi è uno dei momenti più delicati e al cardiopalma, in quanto la strada è larga meno di 4 metri, quindi le manovre devono essere eseguite con la massima attenzione calcolando anche il centimetro.

La precedenza viene data ai mezzi che salgono che oltre ad effettuare una viaggio rischioso devono affrontare gallerie non illuminate.

La guida all'inglese ha diminuito la mortalità su questo incredibile quanto affascinante percorso, ma non l'ha certo debellata.

Ogni anno, infatti, si registrano almeno 200 morti e non solo tra gli autisti di macchine, fuoristrada, camion, autobus e altri mezzi, ma anche tra i ciclisti, che si avventurano sfidando la strada più pericolosa al mondo.


Il ciclismo ed il turismo sul Camino de la Muerte

Nel 2007 l'ultimo tratto della strada più pericolosa del mondo è stato sostituito e affiancato da una nuova più agevole, ma rimane il fascino del Camino de la Muerte che attira turisti e soprattutto i ciclisti esperti da tutto il mondo.

Lo sterrato diventa per questi ultimi una sfida alle loro capacità, alla preparazione professionale ma anche alcuni di loro hanno trovato la morte, come è accaduto nel 2014 dove hanno perso la vita ben 3 ciclisti e la loro guida.


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L'aspetto curioso della morte è stata l'enfatizzazione a livello turistico della sua pericolosità, tanto che sono nate diverse agenzie di viaggi con nomi molto evocativi quanto terrificanti, come "La vedova nera", "Vertigo" o "Barracuda".

La strada della morte è adrenalinica per chi ama luoghi e sport estremi, ma è anche un luogo naturalistico di incontenibile bellezza, dove gli alberi della foresta amazzonica e delle Ande ricoprono come un tappeto tutta la superficie.

Si possono anche osservare i condor che svettano tra le cime dove ci sono nevi perenni e i cambiamenti meteorologici repentini e che incantano.

Le visite della strada pià pericolosa del mondo ovvero la strada della morte per chi vuole provare questa ebrezza, sono sempre in compagnia di guide esperte, al pari di chi vuole fare delle scalate o delle escursioni, oppure semplicemente osservare il passaggio che significa senza ombra di dubbio assistere a qualcosa di unico e veramente emozionante.


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