Corriere Espresso

Come spedire con corriere espresso


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La storia del corriere espresso

Storia dell'evoluzione del corriere espresso


La nascita del corriere espresso affonda le sue radici nell'antichità, quando furono avviati i primi tentativi di comunicazione a distanza.

In realtà le spedizioni specie in forma scritta, nacquero di pari passo con la stessa scrittura quindi fin dall'età in cui apparvero le prime civiltà che si affacciavano sul Mediterraneo.

Sembra difficile riuscire a pensare a uno scambio di "lettere" quando ancora la carta non era conosciuta o comunque, anche nel caso dei papiri, era qualcosa di molto difficile da reperire e utilizzata solo dai ceti sociali più alti (il re o il faraone e la sua corte).

Si ha traccia tuttavia di messaggi inviati su lastre di pietra o argilla, chiusi a loro volta in una sorta di involucro che fungeva da "busta" composta degli stessi materiali.

Il messaggio scritto in effetti si può probabilmente datare con la comparsa dei primi caratteri cuneiformi. A provarlo sono le antiche "lettere" mesopotamiche in argilla, scolpite grossolanamente su lastre abbastanza sottili e lasciate cuocere per imprimere il messaggio. In particolare esiste una tavoletta sumera racchiusa in una "busta" che era stata fatta essiccare in seguito, in modo che il recupero del messaggio fosse agevole dopo aver tolto lo spessore superficiale.

Il primo sistema relativamente efficiente però di spedizioni, che può avvicinarsi a quello che noi oggi definiamo un "sistema postale", fu messo a punto durante l'impero romano. Fu l'imperatore Augusto a prendere l'iniziativa incaricando dei "messaggeri" detti "tabellari", che per lo più consegnavano messaggi ufficiali, ordini militari e disposizioni da parte di Roma.

La vastità dell'impero, le numerose province e la necessità di tenere le comunicazioni tra i vari distretti, diede vita a una rete rudimentale di spedizionieri, paragonabili alla lontana a quello che è oggi un corriere espresso. Il mezzo di locomozione più veloce era il cavallo e lo rimase per centinaia di anni. L'animale però, per quanto fosse veloce, andava fatto riposare e, se il viaggio era particolarmente lungo, anche cambiato.

E' da qui che nacque l'esigenza di creare dei luoghi di sosta, che in realtà erano delle taverne molto simili a enclave sul modello militare. Solo nel Medioevo questi locali si attrezzarono anche di zone dove passare la notte.

Ancora però neppure durante l'impero romano si usava qualcosa che assomigliasse alla carta. Il "foglio" sui cui scrivere erano semmai lastre di metallo con uno strato di cera su cui imprimere le lettere, oppure ossa che si potevano intagliare. Dovette trascorrere diverso tempo prima che si usassero gli "atramentum", cioè dei papiri sui quali si scriveva con inchiostro ricavato da fiori e semi con pigmenti scuri o rossastri.

Naturalmente con i tabellari non viaggiavano solo i messaggi scritti, ma anche derrate e altro materiale di uso quotidiano ed in questo caso, erano provvisti di carri merci riconoscibili da uno stemma in metallo detto "bulla".

Per riposarsi i tabellari sostavano preso le stazioni di "posta", che non sono da intendersi non come quelle odierne con funzioni di "ufficio per spedizioni", ma come luoghi di ristoro che si trovavano lungo le strade. Oggi alcune di queste "stazioni di posta" risalenti al Medioevo esistono ancora lungo le vie consolari e portano avanti la tradizione di una cucina semplice, tipica degli antichi "locandieri".

Si stima che l'impero romano avesse una rete di spedizioni che superava i 200 mila km e i tabellari o "cursores", cioè "corrieri", potevano anche riuscire a percorrere più 250 km in un solo giorno.

La storia del corriere espresso dunque ha avuto uno sviluppo molto lento non solo per motivi logistici, ma anche contingenti.

Tra questi bisogna ricordare che, per scambiarsi messaggi, lettere e anche merci, era necessario saper leggere e scrivere e questo nell'antichità era appannaggio di pochi, cioè solamente dei più ricchi.

Fu questo un aspetto che influenzò le spedizioni fino ai primi '900, quando ancora la maggior parte della popolazione mondiale non aveva alcun tipo d'istruzione.

Non a caso esisteva un lavoro apposito "di strada" ormai scomparso, che era quello dello "scrivano". Era lui che si occupava di leggere, ma soprattutto di scrivere, le lettere per conto degli analfabeti.

Le merci o le lettere, che si limitavano come detto alle comunicazioni ufficiali di tipo politico-militare, non erano in genere molto usate, semplicemente perché la mobilità della popolazione era quasi nulla. La gente di fatto non aveva l'esigenza di comunicare con qualcuno che era lontano.

In realtà il sistema di spedizioni creato con i cursores dell'impero romano serviva solamente all'imperatore per comunicare a livello formale, ma non certo per il popolo.

La gente nasceva e moriva nello stesso luogo ed è bene ricordare che gli spostamenti, in cerca di fortuna o lavoro, si ebbero solo a partire dal 1300. E' solo con il Gran Tour del '800 che i giovani intellettuali cominciarono a spostarsi in Europa per arricchire il loro bagaglio culturale e per conoscere com'era quel mondo molto lontano dal loro. Non di rado gli epistolari tra intellettuali illustri sono divenuti interessantissimi documenti storici, affreschi di un tempo ben preciso ed espressione dei sentimenti e delle emozioni rispetto a ciò che vedevano nei loro viaggi e alle persone che incontravano.

In tempi più recenti fu con la nascita del servizio di leva che i giovani cominciarono a spostarsi dalle loro case, spesso provenienti da zone periferiche anche rurali, fino agli studenti fuori sede. Sono questi i soggetti che hanno manifestato l'esigenza di avere un servizio di spedizioni espresso, che oggi infatti si serve di corrieri che assicurano velocità, puntualità e sicurezza, dalla presa in carico fino alla consegna.

Nell'evoluzione dei corrieri è interessante ricordare anche il ruolo di primo piano che, per qualche decennio del '800, ricoprirono le poste universitarie. Il fatto che ci si allontanasse da casa per andare a studiare nelle grandi città, favorì lo sviluppo di scambi di notizie tra le famiglie comunque ricche e gli studenti che facevano la spola. Nacquero così delle figure chiamate "magni nunci", che divennero veri e propri corrieri per la consegna dei messaggi. Lo svolgimento di questo servizio garantiva agli studenti anche dei vantaggi, accordati in termini di sconti sul pagamento delle rette universitarie, ma anche sull'esenzione dal pagamento dei vari dazi doganali. Ben presto questo ruolo assunse un'aura di prestigio, divenendo molto ambito. Un'altra figura associata erano i "parvinunci", per lo più i trasportatori effettivi che si possono paragonare a quelli che furono chiamati "postiglioni".

Per tornare ai motivi per i quali si sviluppò molto lentamente una vera e propria rete di corrieri, bisogna sottolineare anche la mancanza dei dispacci di carta e il costo che, una volta trovata, si doveva sostenere per scrivere e inviare un messaggio o degli oggetti.

La lavorazione del papiro ai tempi delle antiche civiltà era particolarmente complicata e dava vita a un prodotto molto pregiato, mentre le pergamene erano quasi introvabili.

In Europa la commercializzazione della carta avvenne soltanto quasi alla fine del Medioevo ed ebbe un grosso incentivo solo nel 1455, con la scoperta della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg. Fu questa una scoperta fondamentale che avrebbe gettato le basi per la comunicazione di massa, ma anche per la trasmissione della cultura che non era più solo orale, ma finalmente scritta e da tramandare alle generazioni future.

Se il messaggio è il protagonista in ragione del quale si resero necessarie le spedizioni, era indispensabile anche reperire chi li portasse a destinazione. Senza una rete adeguata di comunicazioni, spedizioni, depositi, punti di raccordo e soprattutto "cursores" non era possibile inviare e ricevere nulla.

La situazione in tal senso cominciò a cambiare soltanto nel '700, ma anche in questo caso il problema logistico e di coordinamento risultò sempre un grande ostacolo a un servizio di corrieri continuativo e soprattutto affidabile.

Uno dei primi sistemi più efficienti di corrieri fu quello dei grandi imperi, come quello cinese e persiano, oltre a quello romano.

I cinesi nella loro grande sapienza e con un proverbiale e spiccato senso dell'organizzazione, sono stati i precursori di un sistema di corrieri che li portò a controllare incontrastati anche le vie delle spezie e della seta oltreoceano.

Secondo alcuni storici i cinesi introdussero dapprima un sistema di posta, che risale a 4 mila anni prima della nascita di Cristo, mentre secondo altri invece bisogna spostare la data molto più in avanti, tra il 246 e il 210 a.C. Fu questo il tempo in cui regnò l'imperatore Shih-huang-ti, noto anche per aver fatto costruire l'imponente Muraglia Cinese. Il suo sistema di comunicazioni si tramandò fino al 1200, quando lo stesso Marco Polo ebbe modo di apprezzarlo nel suo leggendario viaggio. Il sistema di spedizioni cinese infatti si basava su una fitta rete di corrieri che sfruttavano le strade risistemate dell'impero al tempo del regno di Khan Qubilay, a partire dal 1274.

Il sistema di scambio di comunicazioni e di merci persiano fu invece quello a cui si ispirò lo stesso imperatore Augusto.

La Persia, infatti, aveva una rete di collegamenti "postali" già al tempo di Re Ciro, intorno al 540 a.C. L'idea geniale fu quella di distribuire lungo le strade dei punti di raccordo tra staffette, chiamate in lingua persiana antica "angareion", che si davano il cambio a intervalli regolari e che quindi evitavano di allontanarsi troppo da luogo dove vivevano. In tal modo assicuravano le comunicazioni relativamente veloci e anche la sicurezza che i messaggi e le merci sarebbero arrivate a destinazione.

Del sistema persiano di comunicazioni e spedizioni ci è arrivata notizia grazie all'illustre Erodoto che ne parlò nelle "Historiae", ma anche da Senofonte che fu più preciso nel riportare i tempi di percorrenza e il tipo di organizzazione.

Senofonte riferì infatti che i messaggeri, viaggiando a cavallo e calcolando la percorrenza massima nell'arco di un intero giorno, riuscivano ad arrivare a destinazione nelle 24 ore. I messaggeri potevano riposare e rifocillarsi presso stazioni simili alle poste dell'impero romano, che erano anche attrezzate con scuderie per custodire e far riprendere i cavalli.

Il percorso che interessava l'intero regno di Persia aveva 111 stazioni che i corrieri potevano percorrere in poco più di 8 giorni.

Altri antichi popoli sono degni di essere citati in questa storia dell'evoluzione del corriere espresso, perché hanno comunque portato il loro contributo con idee e sistemi che hanno consentito di traghettare l'uomo verso la realtà che oggi conosciamo, finanche a quella legata alle moderne tecnologie.

I Greci per esempio erano non solo tra i popoli più dotti e dove nacque la filosofia e si sviluppò la capacità del ragionamento deduttivo, ma hanno inventato anche un sistema di corrieri che potevano coprire il territorio della regione in un solo giorno.

Una tale velocità, anche in questo caso a dorso di cavallo, era possibile grazie alle brevi distanze che intercorrevano tra le polis o città-stato. I greci chiamavano questi "messi" emerodromoi, termine che letteralmente significa proprio "corrieri di un giorno".

Se ci si sposta dalle antiche civiltà nate sulle sponde del Mediterraneo, il centro America con gli Incas è un altro dei luoghi che ebbe il suo sistema di corrieri, chiamati per l'esattezza "chasquis" o "chaskiq".

Gli Incas pensarono di creare una xrete di spedizioni e comunicazioni molto simile alla "staffetta" persiana.

Prevedevano infatti un percorso dove i corrieri potevano darsi il cambio formando una vera e propria "catena umana". Per ogni miglio più o meno c'era un chasqui "riposato" detto "tambo" presso la stazione di posta e pronto per ripartire. Le merci e i messaggi così potevano percorrere in un solo giorno anche 250 miglia. L'aspetto curioso del sistema di corrieri inca era che i chasquis non si servivano di alcun animale per muoversi velocemente. Erano in realtà degli abilissimi corridori, ben allenati ad affrontare ciascuno in un solo giorno anche distanze pari a 600 km. Il percorso risultava ancora più difficile a causa delle asperità del terreno, dei grossi dislivelli e dei pericoli che potevano incontrare lungo il cammino.

Dei chasquis si ha notizia anche grazie alle cronache dello scrittore peruviano Garcilaso de la Vega, che riferisce anche cosa potevano portare oltre ai messaggi, e cioè il pesce fresco, che doveva essere trasferito dalla costa all'entroterra.

Il sistema di comunicazioni inca in qualche modo li favoriva nei loro spostamenti così veloci e nei loro viaggi, perché erano provvisti di una sorta di sacca chiamata "qipi", un corno ricavato da una conchiglia detto" pututu" ed eventuali messaggi conservati nel "quipu" (la sacca). La distanza che corrispondeva agli antipodi del regno inca poteva essere coperta in poco più di 7 giorni.

Questo ingegnoso sistema di corrieri rimase in funzione fino a quando gli Incas non subirono l'occupazione spagnola, che in un primo momento favorì il sistema di corrieri equipaggiandoli finalmente di cavalli, ma in seguito lo smantellò completamente.

Tuttavia ancora oggi è rimasta traccia dei caratteristici "chasquis", ma solo nello stemma che contraddistingue il simbolo delle poste. Vi è raffigurato un uomo nell'atto di correre con il tipico vestito inca a mo di tunica corta, il corno, una sorta di cappello e la sacca. Ancora oggi gli abitanti del Perù ravvedono nella figura del chasqui un uomo che consegna la posta e le merci a cavallo, anche se sta andando lentamente a scomparire nell'immaginario collettivo.

Per quanto riguarda invece i corrieri che non facevano parte del sistema ufficiale dell'impero, la gente del popolo usava affidare i messaggi anche oralmente, ma poteva succedere che il destinatario, per vari motivi, non li ricevesse mai. Per l'invio di oggetti e merci i ricchi usavano mandare invece i loro servi o al limite uno schiavo.

Se invece si trattava di mercanti, era molto probabile che affidassero a chi trasportava la loro merce anche oggetti personali, oppure incaricavano qualcuno a pagamento.

A tale proposito i commercianti divennero degli importanti corrieri, soprattutto con il sistema di comunicazioni e di merci messo a punto in Germania e chiamato "Metzerpost", cioè "posta dei macellai". In Francia invece, sempre durante il Medioevo, si approfittava di occasioni particolari come le fiere per le spedizioni di oggetti e lettere, in particolare quella di Champagne. In queste occasioni i corrieri inviati dai mercanti stessi facevano la spola tra le città punto di riferimento dei loro commerci, come Venezia, Milano, Genova, arrivando fino alla capitale francese.

Non di rado accadeva anche di affidare qualcosa ai viandanti, che portavano quanto affidato loro a destinazione in vista della ricompensa che avrebbero ricevuto all'arrivo. Una ricompensa che molte volte era rappresentata da pochi spiccioli o al massimo da un pasto frugale.

A partire dal 1350, anno in cui Bonifacio VIII fece indire il primo Giubileo della cristianità invitando i pellegrini a raggiungere Roma, anche i fedeli divennero un mezzo per inviare messaggi e oggetti da consegnare lungo il cammino che avrebbero dovuto percorrere. Naturalmente a loro venivano affidati piccoli oggetti in quanto, nella maggior parte dei casi, si spostavano a piedi, già gravati dalle loro necessità. I più facoltosi però potevano anche vantare la compagnia dei loro servitori e l'appoggio provvidenziale di carri trainati da cavalli, da somari o da buoi.

Furono un veicolo insostituibile di notizie che arrivavano da luoghi lontani e che facevano uscire dall'esclusione sociale pressoché totale gli abitanti di zone desolate di campagna o di montagna.

In ogni caso intorno al 1300 si può affermare che il concetto di posta e spedizioni come lo conosciamo oggi ancora non era noto. Neppure il termine "posta" associato all'idea di "spedizioni" era conosciuto. Circa 500 anni dopo, in pieno Rinascimento, il significato era invece quello di taverna o osteria dove mangiare qualcosa, trovare un giaciglio di fortuna e ripartire all'indomani mattina molto presto.

Alla figura dei pellegrini verso Roma usati come corrieri si affiancò anche quella dei monaci, che riuscirono instaurare in tutta Europa un sistema di posta e invio di oggetti abbastanza significativo. Un aspetto curioso di questo sistema di comunicazioni si riferiva al fatto di allegare alla risposta anche la lettera di invio. Oggi somiglia tanto alla funzione di "inoltro" delle moderne email, dove viene riportata anche quella originaria, giusto per non perdere il filo che lega tutto il discorso tra chi deve essere informato della stessa notizia. Proprio come nelle moderne email i destinatari del messaggio era plurimi.

Per fare in modo che le risposte non si perdessero durante il loro peregrinare, venivano saldamente cucite, accuratamente arrotolate e infilate in un contenitore cilindrico, esattamente come faremmo oggi per un disegno architettonico o qualcosa di simile.

Proprio dall'atto di arrotolare le comunicazioni il sistema di posta prese il nome di "rotula". Se la comunicazione era particolarmente importante e in qualche modo coinvolgeva numerosi destinatari, il rotolo poteva anche raggiungere lunghezze di decine di metri.

Un esempio di sistema di corriere espresso degno di essere citato, fu quello che nacque in Italia precisamente nel 1306 in Veneto, prendendo come punto di riferimento la città di Venezia, allora protagonista degli scambi anche verso Oriente.

La corporazione privata nota come I "Corrieri Veneti" e ufficialmente chiamata "Compagnia dei Corrieri della Serenissima Signoria per Roma", fu un importante esempio di come il commercio portò all'esigenza di abbinare la spedizione delle merci con le comunicazioni d'affari.

In verità i corrieri veneti furono fondati da cittadini provenienti da Bergamo che a Venezia stabilirono una sede nei pressi di Rialto, da dove si potevano gestire al meglio le comunicazioni e le merci da e per la Serenissima. La gestione del sistema era completamente privata e alcuni dei corrieri più abili appartenevano alla famiglia milanese, ma anche bergamasca, dei Tasso.

La famiglia dei Tasso, che in seguito cambiò il cognome adattandolo all'idioma germanico in Thurn und Taxis, si tramandò l'attività nelle spedizioni per ben 500 anni, mantenendo questo lavoro di padre in figlio, come una vera e propria eredità nella quale quasi tutti dimostrarono un'eccellente maestria. La maggior parte dei discendenti dei Thurn und Taxis, infatti, ebbe il titolo onorifico di "Gran Maestro delle Poste" corrispondente a quello che oggi sarebbe il "direttore generale". Il loro indiscusso monopolio decadde quando nella prima metà dell'800 si iniziò a privatizzare il servizio delle poste e delle spedizioni, con uffici che passarono sotto il diretto controllo dei vari monopoli di stato.

Il 1306 fu un anno di estrema importanza per la Compagnia dei Corrieri Veneti, che ricevettero il riconoscimento ufficiale da parte della Repubblica di Venezia del loro indispensabile servizio a favore dell'economia statale.

La compagnia inoltre per la prima volta, nel campo del servizio dei corrieri, si era data delle regole da seguire e rispettare, chiamate "Mariegola". Tali regole e disposizioni erano scaturite dell'esperienza degli stessi corrieri e rappresentavano un vero e proprio manuale dell'arte delle spedizioni.

Le rotte dei corrieri veneti interessavano l'Europa intera e seguivano soprattutto i luoghi dove avvenivano manifestazioni fieristiche e dove sorgevano porti, mercati, e centri di particolare interesse commerciale.

Le merci provenienti dalla Repubblica di Venezia arrivavano in tal modo sulle piazze commerciali di tutta Europa e anche oltre in tempi brevi, aumentando considerevolmente gli introiti.

Un sistema di corrieri era dunque indispensabile per raggiungere importanti obiettivi economici e di espansione delle rotte commerciali.

Le comunicazioni erano necessarie per far circolare le informazioni riguardo ai prezzi, alla presenza di altri commercianti o delle merci per incrementare ulteriormente gli scambi, specie grazie all'efficiente appoggio logistico. Finalmente i corrieri erano diventati un servizio con partenze e arrivi predefiniti e orari e giorni prestabiliti. L'invio di merci e comunicazioni scritte era naturalmente diventato a pagamento.

Nel '800 ci fu però una svolta importante per tutto il sistema dei corrieri che fino ad allora era stato messo a punto tra tentativi, lacune, successi e necessità di potenziare l'efficienza generale.

Il salto di qualità avvenne molto gradualmente, se si considera che la Compagnia dei Corrieri Veneti riguardò soprattutto le città del Nord Italia e mitteleuropee e non il resto della penisola.

In passato l'invio e l'arrivo a destinazione di una lettera orale o scritta o di oggetti poteva essere fortemente incerto a causa di problemi contingenti. Tra questi c'erano gli agguati, le rapine, la morte del destinatario o di colui che era incaricato alla consegna, ma anche il cambio di indirizzo a cui era stata inviata la comunicazione. Il rallentamento era dovuto anche alla necessità di cambiare cavallo in quanto è un'animale delicato e che risente delle lunghe percorrenze e dei cambiamenti atmosferici.

Questi e altri motivi portarono all'uso sempre più frequente della carrozza, anche di grandi dimensioni, che poteva trasportare oltre alle merci e alle lettere anche un certo numero di passeggeri.

Queste carrozze che si spostavano in tutta Europa presero il nome di diligenze o di "omnibus", per indicare un mezzo di trasporto di dimensioni considerevoli. Il termine "omnibus" come è noto si è tramandato fino a nostri giorni, identificandosi anche come appellativo della "corriera", che altro non era che un autobus che poteva portare numerose persone e che sostituì di fatto la stessa diligenza.

Il termine "diligenza" si lega inevitabilmente all'epopea del far west e, anche in questo caso, ad assalti e ruberie a causa del trasporto di denaro e preziosi indosso alle signore che spesso si trovano su questi mezzi di trasporto. L'invio di merci di un certo valore era affidato a una robusta cassetta in legno con rinforzi in acciaio e un possente lucchetto detto "strongbox". Se i valori erano considerevoli non era difficile che accanto alla cassetta sedesse una guardia armata di pistole e fucile a canne mozze.

La diligenza postale era un vero e proprio carrozzone che poteva ospitare da un minimo di 6 fino a un massimo di 30 persone che non viaggiavano certo comode. Sulla parte superiore c'era il vano dove venivano adagiati i pacchi da consegnare, fissati grazie a una ringhiera di ferro. Proprio sul tetto c'erano anche altri posti per i viaggiatori di "seconda classe" che si reggevano alla stessa ringhiera.

La diligenza postale è a tutti gli effetti il prototipo del moderno corriere espresso, anche se la velocità raggiunta non era certo ragguardevole e spesso era influenzata dalle pessime condizioni delle strade, molte delle quali di aperta campagna. Non erano viaggi facili per i passeggeri, ma neppure per i postiglioni o i cocchieri che dovevano anche affrontare le intemperie.

La diligenza postale, anche se oggi rappresenta uno "status symbol" del far west, in realtà ebbe origine nella madre patria Inghilterra, dove apparve per la prima volta nel 1564.

Non aveva ammortizzatori ed era collegata alla seduta del cocchiere da cinghie e catene che volevano attenuare le asperità delle strade, ma senza successo. Per questo molti diedero un soprannome quasi dispregiativo alla diligenza, quale è quello di "cocchio dondolante per femminucce"

La diligenza postale non rispettava affatto gli orari e partiva solamente quando era a pieno carico di persone, bagagli e pacchi postali. Il suo arrivo o la sua partenza erano sempre annunciate dal suono di un corno in dotazione al postiglione a ogni stazione di posta. Il corno era utile anche per altre funzioni, come quella di farsi aprire l'accesso alle città con mura di cinta, soprattutto durante la notte, o per chiedere strada ad altre carrozze private che lasciavano immancabilmente la precedenza.

I postiglioni erano di fatto coloro che guidavano la pariglia in sella ai cavalli attaccata alla diligenza postale, da non confondersi invece con i cocchieri, che si trovavano al posto di comando. Ricoprivano un ruolo ufficiale ed erano riconoscibili da una divisa con giubba rossa, pantaloni blu, cappello nero e stivali da cavallerizzo. Le diligenze postali erano in uso anche in Italia fino agli inizi del '900, quando furono sostituiti dai mezzi a motore.

La doppia funzione di mezzo di trasporto comune e di corriere delle diligenze, che è divenuta leggendaria, passa comunque dai pony express, coraggiosi giovani che proprio in sella a un cavallo si avventuravano in un percorso lungo circa 3 mila km, dal Missouri alla California. E' dal nome dato ai pony express che i moderni corrieri hanno preso spunto per la definizione di "espresso", che suggerisce la loro velocità nelle consegne.

Il bando per la ricerca dei pony express, incaricati di portare a destinazione soprattutto lettere, recitava in modo sinistro i requisiti che avrebbero dovuto avere i corrieri. L'età non doveva superare i 18 anni e il peso doveva essere al massimo di 55 kg, preferibilmente orfani di padre e madre e coscienti del fatto che si rischiava la vita ogni giorno per 25 dollari a settimana (la paga media invece di un lavoro comune era di 1 dollaro a settimana).

Il fascino del pony express non tardò a diffondersi e a connotarsi come un lavoro per impavidi e sprezzanti del pericolo, tra attacchi degli indiani e delle iene, furti, aggressioni e simili.

Pare che tra i primi 80 ragazzi prescelti ci fosse anche il famoso Buffalo Bill, che passò alla storia cominciando proprio da qui.

Ai pony express veniva consegnata una Bibbia, due fucili e una pistola: l'una per ricordargli di essere morigerati e gli altri evidentemente per difendersi. Le lettere che dovevano consegnare i corrieri a cavallo avevano già il francobollo, che era utilizzato in Inghilterra fin dal 1840.

Anche in questo sistema di corrieri c'erano delle stazioni di posta molto spartane dove rifocillarsi e cambiare cavallo, ma nel corso del '800 questo sistema cominciò a essere pericoloso soprattutto per gli attacchi cruenti da parte degli indiani, con i quali era già in corso una guerra lungo le rotte dei corrieri. Accadeva sempre più spesso che le stazioni di posta fossero incendiate e distrutte e che e i gestori insieme agli stallieri fossero trucidati. Ai pony express non rimaneva che proseguire tra i pericoli, con il cavallo stanco e sperando che la stazione di posta seguente non fosse stata attaccata.

I pony express furono soppiantati dall'avvento del telegrafo, contro la cui velocità non avrebbe potuto competere nessun cavallo e nemmeno il più abile dei cowboy.

Il telegrafo tuttavia poteva sostituire i messaggi e le lettere portate a mano dai pony express, ma non le diligenze, che invece dovevano portare a destinazione oggetti e merci varie. Anche in questo caso però ben presto divennero inefficienti e obsolete e cedettero il posto a un mezzo che annunciava l'avvento della rivoluzione industriale partita dalla Gran Bretagna: il treno.

Il primo treno a vapore prese il via ai primi '800 e andò incontro alle aumentate esigenze di mobilità dei cittadini, ma anche alla necessità di velocizzare la consegna della posta e delle merci.

Il treno che viaggiava su quella che era definita "strada ferrata" e non ferrovia, arrivava a velocità che fino ad allora erano inimmaginabili. Si trattò della fine delle stazioni di posta e dell'uso del cavallo, se non per consegne locali. Le stazioni su strada furono dunque sostituite da quelle ferroviarie, mantenendo però un nome in parte comune.

Il treno non solo permise di consegnare quantità crescenti di lettere e comunicazioni, ma anche merci di un volume considerevole: qualcosa che fino ad allora era impossibile anche solo immaginare.

Ancora oggi il treno, insieme alla nave, è il mezzo che meglio si presta per i trasporti di merci di grandi dimensioni o di importanti carichi.

In Gran Bretagna avvenne contestualmente anche una vera a propria rivoluzione del sistema di poste e spedizioni, in special modo per i plichi. La rivoluzione fu innescata a seguito delle ribellioni dei cittadini sugli "abusi postali". La querelle nacque soprattutto perché fino ad allora le spedizioni non erano a pagamento e comunque non riguardavano un monopolio del regno. A seguito della risistemazione del comparto invece i costi erano lievitati in base alla distanza e al peso.

Fu alla luce di questo che Robert Wallace, un parlamentare, scrisse un opuscolo con allegato una sorta di studio di fattibilità, dove mise per iscritto quale doveva essere secondo lui il nuovo volto delle poste britanniche perché fossero più eque.

Propose in sostanza una tariffa unica, anche per le spedizioni più lontane, di un penny che, se avessero pagato tutti, avrebbe comunque sopperito ai costi del sistema, degli impiegati e dei mezzi di trasporto necessari. Solo il peso avrebbe influito sul costo finale del servizio.

Inoltre propose d'installare presso ogni abitazione la classica cassetta della posta, che non costringeva il postino ad attendere che ci fosse il destinatario a riceverla risparmiando anche sui costi del personale.

Inizialmente la sua proposta fu accolta freddamente e osteggiata, ma entro pochi anni si impose divenendo il reale prototipo di quello che sono oggi le poste e i corrieri.

Nel corso del '800 tutti gli stati e i regni provvedettero a istituire un ente postale pubblico che facesse riferimento all'istituzione governativa. In Italia le Poste Regie furono istituite nel 1862, subito dopò l'Unità.

Solo però nel 1881, sia in Italia che in altri paesi del Vecchio Continente e dell'America, arrivò la regolarizzazione dell'invio dei pacchi o dei plichi, nonché di oggetti tramite il servizio postale. Fino ad allora infatti qualsiasi cosa fosse stata caricata su mezzi come treni, navi o carri era stata per lo più un'iniziativa di necessità e su grande scala, soprattutto riferita alla rivoluzione industriale. La svolta arriva invece per le spedizioni dei privati cittadini che, pagando una certa tariffa per il servizio, poterono finalmente accedere anche a questa comodità. Fu un'importante spinta che favorì ancora di più l'economia e accorciò relativamente le distanze tra i vari paesi.

L'interesse invece per le vendite per corrispondenza anche in Italia iniziò intorno al 1889 e fu proprio in questo periodo che venne introdotto il pagamento in contrassegno.

La consegna del pacco era vincolata dunque al pagamento della cifra apposta sul plico e il denaro veniva consegnato al fattorino, che era il tramite tra il venditore, comunque distante, e l'acquirente. Il contrassegno come sistema di pagamento fu rivoluzionario, perché non implicava più che il negozio e il cliente fossero vicini per stabilire un rapporto commerciale. Fu un'ulteriore svolta che aprì nuovi orizzonti commerciali che avrebbero avuto un incredibile successo mai interrotto fino ai nostri giorni. Si gettarono evidentemente le basi della vendita per corrispondenza oggi mediata da internet, che sta diventando una parte fondamentale del mercato e che suscita sempre più interesse.

Il progresso tecnologico che accompagnò la rivoluzione industriale fu prontamente sfruttato dai servizi di spedizioni che hanno sempre puntato ad aumentare la velocità di consegna e a rendere il servizio sicuro, con una rete sempre più estesa.

Per le consegne locali fu la bicicletta a prendere il posto del cavallo, a bordo della quale c'erano quelli che furono chiamati "fattorini telegrafici". Indossavano una divisa riconoscibile e assunsero un ruolo di ufficialità in riferimento alla consegna di lettere, pacchi e posta in genere.

Proprio l'obiettivo di aumentare la velocità, fece implementare nuovi metodi di trasmissione come la "posta pneumatica".

Il sistema di corrieri pneumatici fu inventato da William Murdoch, un ingegnere scozzese, nella seconda metà del '800. Il sistema di posta o corriere pneumatico espresso consiste nella spinta di lettere e piccoli oggetti attraverso l'aria pressurizzata. Questi sistemi di posta pneumatica ebbero grande successo e ben presto molte grandi città, sia europee che oltreoceano, si attrezzarono con una rete di tubi e nodi di arrivo e smistamento composti da una serie di cilindri, che velocizzarono incredibilmente la consegna tra i vari dispacci e i destinatari. Inizialmente furono coinvolte banche e uffici di pubblica utilità. La prima a dotarsi di tale sistema fu la borsa di Londra nel 1853, con una rete lunga circa 200 m per la consegna di assegni e denaro. Nel 1865 fu la volta di Berlino e la sua rete di posta pneumatica espressa che arrivava a circa 400 km, quasi quanto quella di Parigi (467 km) e di molte altre città. Tale sistema di consegna veloce della posta locale rimase attivo anche fino agli anni'80. In alcuni casi i sistemi di posta pneumatica sono stati mantenuti in funzione fino a oggi, anche grazie all'introduzione di software di controllo e di gestione informatici.

Alcuni pensarono di poter dotare ogni casa degli Stati Uniti di un tale sistema di tubi, che tuttavia non ebbe seguito.

Nei circa 100 anni di attività il sistema di posta pneumatica servì soprattutto per ospedali (consegna di farmaci, circolari, campioni biologici) e per le banche, che erano direttamente collegate con gli uffici della contabilità centrale.

La velocità con la quale avvenivano le consegne era in alcuni casi di 100 metri in 10 secondi. L'Italia, dove una rete di posta espressa pneumatica era stata messa in funzione anche a Roma, fece stampare dei francobolli, unico caso nel mondo, destinati esclusivamente a questo tipo di spedizioni.

Oggi sussistono ancora reti di posta pneumatica che riguardano supermercati, ospedali e banche provvisti di sportelli per la consegna di denaro, che sono fruibili direttamente rimanendo seduti in auto.

Con l'avvento degli aerei ben presto anche le spedizioni acquistarono una velocità mai immaginata prima, riuscendo a consegnare lettere e pacchi su incredibili distanze, anche in giornata. Ai primi '900 cominciavano a circolare le auto e le cosiddette "corriere", che è il termine al femminile di "corriere" riferito al fatto che si trattava di "vetture" che svolgevano una funzione di trasposto pubblico di persone, ma anche di posta e pacchi. Erano indispensabili dove non c'era una linea ferroviaria e riuscivano a raggiungere anche le zone più periferiche, collegandole con i centri cittadini. Furono dunque le corriere a prendere il posto delle diligenze, rispetto alle quali erano di certo più sicure e affidabili.

La motorizzazione delle consegne di pacchi postali, lettere e cartoline è sempre andata di pari passo con il progresso e non di rado era proprio la ricerca di una maggiore velocità a stimolare nuove idee, come nel caso della posta pneumatica, che arrivò anche far pensare al trasporto sotterraneo per persone con lo stesso meccanismo, ma senza successo.

Ai primi '900 le automobili erano solo considerate oggetti di lusso, magari da impiegare nelle corse per il mondo e che si potevano permettere solo le famiglie agiate. La FIAT di Torino però fu l'azienda che diede un forte impulso alla creazione delle corriere, dette anche "omnibus" per il trasporto di persone e per le spedizioni postali.

Fu un mezzo così diffuso nei vari modelli, a cominciare da quelli degli anni '30 e '40 con il classico muso allungato e la scocca bombata, tanto da entrare nell'immaginario collettivo e anche nel gergo comune. Veniva infatti chiamato "postale" la corriera che arriva in paese e da cui si partiva per raggiungere la città, o si faceva riferimento al "corriere della posta" per indicare la velocità con cui si eseguivano faccende o lavori quotidiani.

Il termine "omnibus" che significava "per tutti" è diventato nei decenni solo "bus", per indicare un mezzo di trasporto cittadino che non ha più però il compito di trasportare anche la posta.

Il primo omnibus italiano fu costruito dalla FIAT proprio nel 1906 ed era inizialmente alimentato a vapore, con una velocità di 24 km/h e la capienza di 15 persone. Il costo era di una cifra per quei tempi spropositata e cioè 15.500 lire.

Ancora oggi la corriera svolge il servizio di collegamento extraurbano tutelando i piccoli centri dall'isolamento.

Con l'avvento dei mezzi motorizzati l'evoluzione delle spedizioni fece un salto di qualità con la creazione di società private di corrieri espressi, che cominciarono a nascere soprattutto nei paesi industrializzati per servire le città con un volume di scambi commerciali particolarmente elevato.

La consegna di documenti, di pacchi e anche di merce voluminosa, che in principio riguardò soprattutto il commercio, cominciò a prendere piede anche per i privati che si servivano dei servizi postali per sentirsi più vicini ai parenti lontani. Agli inizi del '900 infatti l'emigrazione massiccia fu uno dei fenomeni che caratterizzò le società avanzate. Anche lo spostamento dalle campagne verso i centri cittadini, dove l'offerta di lavoro era più elevata, provocò allontanamenti dalle famiglie di origine. Altre massicce ondate di emigrazioni si verificarono con la I guerra mondiale e poi con la tremenda crisi del '29.

Nacquero così nuove esigenze di spazio e di stoccaggio in magazzino per le società di corrieri espressi, ma anche di custodia della merce che veniva a loro affidata. Ancora oggi società nate ai primi '900 come l'UPS o SDA, magari dall'idea visionaria di giovani pieni di speranze, dominano i servizi di spedizioni veloci che si sono adeguate ai progressi del tempo.

Negli anni '20, con l'uso del telegrafo e l'avvento del telefono, diminuivano i volumi d'invio di lettere, messaggi e cartoline e aumentavano invece le spedizioni di pacchi, soprattutto per lo sviluppo del commercio al dettaglio. Nacquero le consegne a domicilio su base locale e anche in questo caso furono favorite da mezzi a motore e da fattorini in loco.

Il miglioramento della logistica si deve anche alla creazione di mezzi adatti al trasporto e cabinati, per riparare la merce da intemperie, danni e perdite accidentali.

Intorno alla metà degli anni '20 si cominciarono a implementare i primi sistemi a ciclo continuo di smistamento dei pacchi su un nastro trasportatore. Una cinghia movimentava i plichi destinandoli nei settori dove dovevano essere consegnati. Il raggio d'azione in pochi anni divenne da locale a extra cittadino, fino ad arrivare a quello nazionale ed estero.

Dopo un significativo rallentamento dei volumi di spedizioni, dovuto alla II guerra mondiale anche per la scarsità di risorse e di carburante, il dopoguerra fu in tutto un periodo di nuovo slancio per l'economia mondiale, intenta a ricostruire non solo i danni enormi lasciati in Europa, ma anche per risollevare le sorti del mondo intero a livello finanziario.

Ricominciarono quindi gli scambi commerciali e di conseguenza le spedizioni celeri, anche tramite navi e aerei adibiti alle consegne veloci.

Il corriere espresso diventò uno dei servizi più utilizzati in tutto il mondo e non solo per la spedizione di pacchi verso familiari e amici, ma soprattutto per il commercio a distanza. Dagli anni '50 fino agli anni '70 si registrò un vero e proprio boom di servizi di spedizioni che fecero a gara per migliorare il servizio e accorciare i tempi di consegna.

Aumentarono anche il personale impiegato proporzionalmente all'aumento dei volumi di spedizioni, con proposte di accordi vantaggiosi alle società che usavano abitualmente i corrieri.

Gli anni '80 hanno visto un aumento di volume di spedizioni pari a milioni di pacchi e merci spedite e consegnate, che hanno richiesto maggiore spazio nei magazzini, personale specializzato, come autisti e fattorini per le consegne a livello locale, e sistemi di assicurazione contro danneggiamento, furto o smarrimento.

Sono aumentate le garanzie per il clienti e anche la facilità con la quale spedire gli oggetti. I tempi di consegna, anche da un continente all'altro via area, possono oggi ridursi al massimo a un giorno.

Sempre negli anni '80 si comincia a prefigurare l'avvento di internet, con implicazioni che probabilmente nessuno poteva immaginare nel mondo del commercio e in particolare in quello dei corrieri.

Gli anni '90 e ancora di più gli anni 2000 sono stati quelli di un vero e proprio rilancio delle settore delle spedizioni grazie al web e all'aumento di compravendite online.

E' l'e-commerce oggi la nuova frontiera degli acquisti che sta dilagando negli Stati Uniti e in Europa, ma anche in Italia, dove sempre più persone acquistano online per la convenienza e l'ampissima possibilità di scelta.

Internet ha portato una vera e propria rivoluzione nei servizi di spedizione postale, non solo in riferimento all'e-commerce, ma anche per quanto riguarda la richiesta del numero di corrieri espressi, ampliando considerevolmente le possibilità con pagamenti elettronici e ordini semplici da effettuare.

Spedire con corriere espresso


Uno di questi siti che offrono i loro servizi di corriere espresso è SpedireSubito.com, tramite il quale si possono spedire pacchi, documenti e lettere sia in Italia che in Europa e nel resto del mondo.

I servizi di spedizione che offre SpedireSubito.com sono chiari e veloci ed avvengono tramite la compilazione di un form direttamente online, con tutti i dati necessari al ritiro e alla consegna del pacco o della busta. I corrieri convenzionati con SpedireSubito.com non lavorano nel week end in compenso il ritiro del pacco può avvenire nello stesso giorno in cui è stato inviato l'ordine, però solo per alcune località.

Si può quindi disporre il ritiro a domicilio comodamente da casa nel giorno che preferiamo e nella fascia oraria tra le 9 e le 18 ed avere la sicurezza che ciò che avete spedito verrà consegnato in tempi brevi (24/48 ore) con la massima cura e rispetto delle condizioni di utilizzo del servizio.

I vantaggi di scegliere SpedireSubito.com invece del tradizionale ufficio postale sono evidenti: si evitano file agli sportelli e si risparmia tempo, senza incorrere nel traffico cittadino e nella ricerca di un parcheggio. Si può scegliere con la massima tranquillità tra i servizi messi a disposizione.

Il calcolo del costo di ogni spedizione avviene escludendo la componente volumetrica del plico e considerando solo il peso effettivo.

Si può spedire merce fino a 60 kg in Italia e all'estero, con la possibilità di scegliere anche servizi speciali, come la spedizione di bottiglie di vino in Europa (servizio che non tutti i broker di corriere espresso offrono), ma anche la consegna entro 24 ore di pacchi e documenti, spedizione di biciclette, di trasporto di pacchi ingombranti e pallet.

Sono possibili anche le spedizioni con imballi importanti come i bancali, per andare incontro davvero a qualsiasi esigenza di ogni tipo di cliente.

L'uso del servizio di corriere espresso di SpedireSubito.com ha i prezzi tra i più convenienti del mercato e il suo utilizzo ha delle garanzie di sicurezza che assicurano sotto tutti i punti di vista la merce spedita.

Dopo l'avvenuto ordine tramite il form e il pagamento con carta di credito o Paypal (il sistema più sicuro di pagamento online), il cliente riceve una mail con un'etichetta che dovrà stampare e attaccare al plico.

Su di essa sono riportati gli indirizzi utili e i dati di chi spedisce e di chi riceve. Il ritiro avviene tramite i più grandi corrieri espressi del mondo che garantiscono una copertura della rete capillare e quindi un servizio di alta qualità.

Nel prezzo sono anche inclusi ben 3 tentativi di consegna, nel caso in cui il destinatario non è stato trovato. Questa procedura si lega direttamente alla volontà di garantire la consegna alla persona giusta, che dovrà anche firmare sul pos elettronico. Nello stesso momento il pos registrerà data e ora della consegna con la massima trasparenza.

Per chi invece ha inviato il pacco o la busta, sarà semplice seguire il percorso della spedizione sempre tramite il sito, attraverso un numero identificativo (il tracking), che è riportato anche sull'etichetta che è stata stampata e apposta sul pacco o sulla busta. Se dopo i 3 tentavi la consegna non sarà andata a buon fine, il pacco viene lasciato in giacenza per 5 giorni presso il punto di raccolta più vicino, ma non allarmarti puoi sempre monitorare la tua spedizione grazie al nostro sistema di cerca spedizioni.

Il sito SpedireSubito.com va anche incontro ai clienti che per la prima volta provano il servizio di spedizione online, spiegando quali sono le procedure da seguire per l'imballaggio e le regole del broker.

Sul sito è presente anche un elenco preciso di tutti gli oggetti e la merce in genere che non può essere in alcun modo spedita.

L'assistenza clienti di SpedireSubito.com è tra le più puntuali e soddisfacenti per chi si serve dei loro servizi di spedizione. Si possono chiedere tutte le informazioni tramite la chat che è attiva dalle 9 fino alle 23, escluso il fine settimana, oppure a mezzo mail o chiamando un numero fisso uguale sia per l'Italia che per l'estero.

L'evoluzione del corriere espresso è oggi arrivata ai massimi livelli di soddisfazione del cliente, che ha a disposizione sempre nuovi servizi. Spedire qualcosa oggi è diventata un'esperienza piacevole e "smart", da ripetere ogni volta che se ne presenta l'occasione, sia che si tratti di aziende che di privati.